Confidenzialmente a Ugo Magnanti Maestro – Lettera di Piero Tavella su “Scorie per l’avvenire”
Scorie per l’avvenire
pagg. 42
11,00 €
FusibiliaLibri, 2024
Piero Tavella
Caro Ugo,
ho dormito poco, preso da mille pensieri perché anch’io sono padre; così di getto, per fame forse, ho divorato il tuo Scorie per l’avvenire.
Mi è piaciuto, deliziato molto, perché alcuni versi, alcune scene mi hanno catapultato indietro nel tempo, quando tra bande di monelli sotto i soli cocenti dei giorni d’estate ci facevamo guerra, o quando più temerari ci spingevamo per campi sconosciuti a caccia di draghi, e di chissà cos’altro ancora. Lucertole e serpi non avevano tane dove rifugiarsi e calavamo proprio come gli Unni su quelle povere bestiole. Poi tutto si riduceva a risate tra “schiocchi di fionda su ramarri riversi nel sangue”. Eravamo felici e salivamo su come aquiloni.
Oggi siamo grandi ed abbiamo alunni già a vita inoltrata, e le scorie lasciateci dai nostri cari morti ce le portiamo dietro come marchi impressi sulla pelle e nella memoria.
Ahi! La memoria, cosa faremmo senza di essa noi che tendiamo alla poesia? Non basterebbero mille milioni di parole “sciolte nell’oro della poesia”, senza di essa.
Allora ci tocca farli rivivere i nostri morti, così come sappiamo nei posti più disparati anche “alla guida del bus”, “nel silenzio della cabina”, o “di fronte all’oceano”. E ad ogni loro partenza noi ci siamo accorti di essere più poveri. Ci siamo disperati; ci siamo sciolti in lacrime e ogni volta siamo diventati più grandi, perché si cresce per allontanamenti.
Certo ci si rassegna; ma alle volte quando essi ritornano improvvisamente sotto forma di falene, di civette, quando li pensiamo nelle notti fredde, fanno ancora male. E allora io trovo (sarà un mio limite?), che questi tuoi ricordi sono troppo equilibrati, troppo composti, pur belli, ma spesso quasi senza lacrime, quasi senza disperazione, senza l’odore delle rose e quindi mi sembra ti facciano perdere un po’ d’anima.
L’anima invece deve far male, senza questo dolore si rimane sospesi perpendicolarmente a vuoto!
È una mia vecchia critica amichevole e fraterna (non so se la ricordi), benché in questo senso questa tua ultima plaquette recupera vistosamente, ma a tratti.
Ognuno però ha un suo stile.
Ti percepisco un trovatore nel senso letterario del termine (provenzale trobador), sei sempre alla ricerca del termine specifico (si nota di più ne L’edificio fermo), il che non guasta, ma alla fine nasconde il tuo sentire, l’anima tua che pure c’è e che lotta per emergere, ne rimane invece soverchiata, soffocata, smarrita, poche volte fa capolino come in quei versi importanti “[…] e il passo era quello che avrei rivisto l’ultima volta, mentre …”
La spontaneità dunque si perde di fronte all’equilibrio, alla compostezza, ai versi sempre ragionati.
Ecco! Forse se ti lasciassi andare sentimentalmente, se ti sciogliessi nel profondo spontaneamente, se ti lasciassi cadere dentro te stesso, come spontaneamente fa il sole nel mare al tramonto, io ti troverei più compiuto. Ti sentirei, più vicino al dramma che racconti, meno distante.
Credo esista per te questo pericolo.
Ognuno però ha un suo stile, una sua strada, una scoria che si porta dietro, un ricordo ed un padre a cui far trovare pace.
Certo la pace non è tutto, ma senza pace tutto è niente!
Scrivo quanto sopra, per tentare di comprendere meglio l’amico ed il poeta quale tu sei e forse pure un po’ me stesso. Un forte abbraccio!
Nettuno, 9/11/2025
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UGO MAGNANTI ha pubblicato diverse opere di poesia, tra le quali, più recentemente, “Ciò che l’Isola dice” (FusibiliaLibri, 2022) (con Cristina Annino), l’autoantologia “Il nome che ti manca” (peQuod, 2019), il poemetto in ‘stanze’ “L’edificio fermo” (FusibiliaLibri, 2015), e la plaquette “Ciclocentauri”, con tavole di Gian Ruggero Manzoni (FusibiliaLibri, 2017).
PIERO TAVELLA si occupa di poesia da molti anni, anche se la sua produzione poetica e per la maggior parte ancora inedita. Nel 2015 ha pubblicato la plaquette “Per un tuo cenno”, FusibiliaLibri. Alcuni suoi testi sono apparsi nel 2006 sul quotidiano “Nuovo Oggi”, Guidonia-Tivoli. Presente nell’antologia “Il tridente e la fanciulla”, FusibiliaLibri, 2012, attualmente sta lavorando a un’imminente edizione. Insegna Lettere nelle scuole superiori, dove ha partecipato a progetti legati alla poesia, fra cui “I sillabari del Fermi”, un laboratorio di scrittura sulla poesia in prosa, presso l’Istituto Fermi di Tivoli (Rm), e il giornale “Lo spiffero”, sul quale ha curato la pubblicazione di varie poesie, sue e degli studenti. Nato a Vibo Valentia, in Calabria, vive e lavora a Nettuno.






