“Morte vestita da fanciulla” di Enrico Pietrangeli – Lettura di Francesco De Girolamo

Nov 7, 2025 by

Recensione di Francesco De Girolamo

 

 

Enrico Pietrangeli

Morte vestita da fanciulla

Appunti in versi di resistenza alla fine

Fusibilialibri, 2025

(con cinque fotografie di Angela Antuono e una nota di Ugo Magnanti)

 

 

 

 

 

La raccolta poetica “Morte vestita da fanciulla” di Enrico Pietrangeli è un’opera che esplora la morte come tema centrale, presentandola come un’esperienza individuale e tragica. Il poeta affronta la morte con un linguaggio che coniuga la concretezza all’astrazione, creando un’atmosfera di sospensione tra il biologico e il metafisico.
Pietrangeli riabilita il passaggio alla natura organica, al biologico e alla decomposizione, per scrutare il principio di esistenza della forma. La sua poesia è una meditazione sulla morte che non arretra di fronte ai rischi del mistero e dell’ignoto.

La raccolta può essere letta come un percorso di elaborazione del lutto e di ricerca di senso, che culmina in una sorta di “dichiarazione di poetica” sulla capacità della parola poetica di aprire varchi sull’indeterminato e l’infinito.
In particolare, la poesia di Enrico Pietrangeli, in questa raccolta, sembra richiamarsi a quella tradizione poetica mistica e metafisica che esplora temi esistenziali con un linguaggio che coniuga la precisione matematica con la profondità emotiva. Il paradigmatico testo “Il prodotto” può essere letto come una riflessione sulla natura dell’esistenza umana e sulla relazione tra gli individui.

L’uso della metafora matematica (“Non siamo somma algebrica, bensì il prodotto”) suggerisce che le relazioni umane non sono semplicemente additive, ma piuttosto moltiplicative, creando qualcosa di nuovo e unico. La contrapposizione tra “somma algebrica” e “prodotto” implica che le relazioni umane non possono essere ridotte a semplici operazioni aritmetiche, ma sono invece caratterizzate da una complessità e una profondità che le rende irriducibili a formule matematiche.
Particolarmente questa raccolta sembra voler  esplorare, con indubbia efficacia, il tema dell’amore e dell’affetto, presentandolo come una forza organica e vitale che non può essere ridotta a una semplice ripartizione o sottrazione. L’immagine del “feudale vaglio” suggerisce una sorta di selezione o di giudizio, ma l’uso dell’incognita potenza elevata implica che il risultato di questo processo è incerto e potenzialmente infinito.
L’opera di Pietrangeli può essere divisa, in sostanza, in due grandi aree tematiche che esplorano aspetti diversi dell’esistenza umana.
La prima area tematica, che comprende poesie come “Seconda infanzia” e “Torneremo angeli in terra”, si concentra sulla morte e sulla decadenza come parte integrante della vita, ma anche sulla possibilità di trovare amore e significato nella fragilità e nella mortalità. Queste poesie invitano il lettore a riflettere sulla propria esistenza e sulla natura della realtà, e sono caratterizzate da una profonda introspezione e da una forte carica emotiva.
La seconda area tematica, che comprende poesie come “Futuro che non attende” e “Matrimonio pulito”, critica la società moderna e la sua ossessione per la tecnologia e il consumo, e riflette sulla perdita di senso e di umanità in un mondo dominato dalle macchine. Queste poesie sono un commento acuto e critico sulla società contemporanea e invitano il lettore a riflettere sulla direzione in cui stiamo andando.

In entrambe le aree tematiche, la scrittura di Pietrangeli è caratterizzata da una lingua che è al tempo stesso lirica e diretta, capace di evocare emozioni e riflessioni profonde nel lettore. La sua poesia è un esempio di come la scrittura possa essere utilizzata per esplorare temi esistenziali e sociali, e per creare un linguaggio che coniuga la precisione con la profondità emotiva. La sua poesia sembra, ancor più, suggerire che l’amore, in tutte le sue forme, sia stato compiuto e che dopo la morte, le anime saranno destinate a ricevere il calore di un nuovo abbraccio. In questo senso, la morte non è vista come una fine, ma come un passaggio a una nuova dimensione, dove l’amore e la vita possono essere vissuti in una forma più piena e completa.
Nel suo complesso, la raccolta, finisce con l’esprimere un messaggio di speranza e di fiducia nell’amore e nella vita, anche di fronte alla morte e alla transitorietà dell’esistenza.
In conclusione credo di poter affermare che quest’ultima fatica di Enrico Pietrangeli costituisca un’opera magistrale, rigorosa e matura che esplora temi profondi e universali con un linguaggio ricco e suggestivo.
In un continuum di esemplare coerenza con le sue precedenti raccolte, in particolare con la sua bellissima opera d’esordio “Di amore di morte” (Teseo, 2000), la sua cifra stilistica mantiene la sua identità inconfondibile, raggiungendo ulteriori esiti di indubbia originalità e estrema raffinatezza espressiva, come sempre avulsa da ogni inutile orpello, costantemente tesa verso una preziosa, genuina, e quanto mai ammirevole, limpidezza.

 

Scheda libro:

Titolo: Morte vestita da fanciulla
Autore: Enrico Pietrangeli 
Editore: FusibiliaLibri
Collana: nastri
Anno 2025
pp. 72
formato 15×15
13,00 euro
ISBN 979-12-82091-01-5

Con cinque fotografie di Angela Antuono e una nota di Ugo Magnanti

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Enrico Pietrangeli, poeta, scrittore, musicologo, ciclopoeta, speaker radiofonico, curatore di eventi, e giornalista pubblicista fino al 2021, ha pubblicato, tra le altre cose, alcuni libri di poesia, “Di amore di morte” (Teseo, 2000), “Ad Istanbul tra pubbliche intimità” (Il Foglio, 2007), “Mezzogiorno dell’animo” (Cleup, 2011).