Abbruiàre incènsoso / Bruciare incensi – Salvatore Sini

Giu 30, 2026 by

Abbruiàre incènsoso – Bruciare incensi

poesie, con testo a fronte limba de mesania-italiano

Autore: Salvatore Sini
Editore: FusibiliaLibri
Collana: nastri
Anno 2026
pp. 160
formato 15×15
15,00 euro
ISBN 9791282091077

Prefazione di Gianni Mascia Secchi

a cura e con postfazione di Ugo Magnanti

col patrocinio del Comune di Busachi

disponibile su fusibilia@gmail.com

 

 

 

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Bruciare incensi riporta a qualcosa che sembra abbia a che fare con la sacralità della vita, da qualsiasi angolazione la si guardi, l’immagine che viene è quella di un altare interconfessionale dove l’incenso brucia spandendo i suoi aromi mentre qualcuno recita un mantra davanti a un mandala e il gong ne cadenza il ritmo mentre i ricordi fluiscono dalle teche della memoria e lì si intravvede il focolare di una casa di campagna dove si ‘spuntina’ a pane abbrustolito con le olive nere e una vecchia nonna che impasta il tempo. (Gianni Mascia Secchi)

Certamente Salvatore Sini ha trovato proprio nella sua lingua poetica, la limba de mesania nella variante di Busachi, introdotta per la prima volta nella tradizione scritta dal poeta stesso, l’antidoto migliore per non fare della poesia una posa letteraria, per non farne una “prosaica / casa di pietra”, ma una “palafitta” che si innalza su “limpide / acque”. In queste parole è possibile leggere una vera e propria dichiarazione di poetica, un ‘manifesto’ in estrema sintesi, che si perfeziona negli ultimi versi della Casa della poesia, in cui fare poesia altro non è che avere cuore e dire “voci / e voci, / ma piano, / e bruciare / incensi / di saggezza / che arrivano / fino al cielo”. (Ugo Magnanti)

 

Salvatore Sini ha pubblicato diverse opere di poesia in limba di mesania nella variante di Busachi, peraltro introducendo tale lingua nella tradizione scritta, tra cui Oggiu ’e lestincu (2006), Gingiallu (2007), Tzaffaranu (2010). Tra i riconoscimenti una menzione d’onore per la poesia sarda al Premio Letterario Internazionale Isola Nera. In prosa italiana ha pubblicato La mia America era qui (2019). Ha curato la voce ‘Busachi’ nel Dizionario Storico-Geografico dei comuni della Sardegna, a cura di Manlio Brigaglia e Salvatore Tola, Delfino editore (2006). Ha insegnato Lettere nella scuola pubblica, coordinando tra l’altro la ricerca Flora del territorio di Busachi e la sua utilizzazione secondo la tradizione popolare (1984) e ha collaborato a monografie sul suo paese, quali Busachi: le radici, la memoria (2004), e I costumi di Busachi (2009).

Gianni Mascia Secchi lavora da anni con la parola letteraria. Nel 2015 ha fondato la Scuola popolare di poesia di Is Mirrionis ed è tra i fondatori del Festival Premio Lussu. Nel 2018, insieme alla cooperativa sociale Golfo degli Angeli, ha fondato il festival LibrAmare. Ha vinto vari premi letterari, tra cui i più importanti sono “Leonforte”, “Tobino”, “Gramsci”, “Montanaru” e quello alla carriera della “Accademia Leopardi” nel 2015. Tra i suoi libri più importanti citiamo Tzacca stradoni! Racconti della mala cagliaritana, Condaghes, Variazioni su una corda d’Infinito, Città di Leonforte (curato dal prof. Muscetta) e Litanie eretiche per Tracce. Nel 2015 ha curato l’angolo poetico della XXXVI edizione  di “Jazz in Sardegna”, contemporaneamente in cartellone con il reading Tzacca “n” dub scritto insieme al musicista Arrogalla.  Nel 2021 ha partecipato al Festival Internazionale di poesia di Marrakech, nel 2023 è uscita la sua ultima plaquette di poesia Vento di Lorca per Catartica, e la sua traduzione in sardo del terzo libro di poesia di Bartolo Cattafi, Qualcosa di preciso, è stata pubblicata integralmente sulla rivista internazionale “International Poetry Review” come Calchi cosa de pretzisu.

Ugo Magnanti è nato e vive nelle citta di Anzio e Nettuno. Ha pubblicato diverse opere di poesia, tra cui, particolarmente in ‘materia sarda’, Di allegorico miele – Rapsodie sarde, con tavole di Stefania Sergi (2016); la plaquette Ciclocentauri, con tavole di Gian Ruggero Manzoni (2018); Ciò che l’Isola dice, Capriccio sul mal di Sardegna, con Cristina Annino, musica di Fausto Ciotti (2022). Fra le curatele Quanto non sta nel fiato, tutte le poesie della poetessa serba Duška Vrhovac (2015), e Sogni di terre lontane, di Gabriele D’Annunzio, con prefazione di Pietro Gibellini. Ha ideato e diretto numerosi eventi letterari in diverse citta italiane, fra cui la rassegna BiciNuragica-Poesia 2012-2015, 2021, 2023-2025. Fra le tante presenze a manifestazioni di poesia, nel 2012 ha partecipato al 49° “Festival internazionale degli scrittori di Belgrado”. Lavora come insegnante di materie letterarie in un istituto superiore.