“Favole da acquario” racconti di Susi Ferrarello – Lettura di Roberto Eleuteri

Giu 13, 2026 by

“Favole da acquario” racconti di Susi Ferrarello

Autrice: Susi Ferrarello
Editore: FusibiliaLibri
Collana: diorama (collezione di prosa)
prefazione di Claudio Marrucci
Anno 2019
pp. 120
formato 17×17
14,00 euro
ISBN 9788898649600

 

 

 

 

 

I racconti, o suggestivi apologhi, che compongono Favole d’acquario di Susi Ferrarello, si presentano come una serie di frammenti molto letterari, accomunati dalla paura dell’essere umano di comunicare le proprie paure, e dell’isolamento nella diversità, espressa anche attraverso figure animali contraddittorie o complementari.

In questo senso viene in mente un possibile riferimento alla Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare di Luis Sepùlveda, romanzo basato sull’accettazione della reciproca diversità.

Ad esempio, nel primo racconto, La favola di Tina, in cui la protagonista è Tina, viene usata l’immagine del suo essere ‘palo’, metafora dell’immobilità e della inabilità all’azione: “Aveva per natura dei piedi pesanti come il piombo, rigidi, quadrati e ben piantati a terra”; e ancora: “La sua natura, infatti, era così piena di contrasti che pensava di essere completamente inutile e inadatta al mondo”.

Così questa sua particolarità la porta ad adottare delle strategie di difesa: “Nascondeva tutto quello che le era possibile nascondere. Il suo fuori e il suo dentro”.

Il suo isolamento viene superato quando in una giornata di vento, si accorge di una persona che si aggrappa a lei.

Da questo evento in poi Tina riesce a sfuggire alla propria auto commiserazione. Anzi, dice: “Io proprio, io da sola, questa cosa strana fatta di contrasti, servo proprio così come sono. Ora so dove devo andare, cosa cercare delle mie giornate”.

Ma in seguito si accorge che i suoi piedi, essendosi spostata al mare, per il calore sono diventati tondi.

Di nuovo ritorna quindi al suo senso di vergogna, nella volontà di far sparire il mondo e di isolarsi nella sua stanza senza vedere nessuno.

È la coscienza smarrita nella ‘deiezione’, nell’‘essere gettati nel mondo’, per usare le parole di Martin Heidegger.

Il suo piacere diventa la solitudine, nell’immobilità del sonno.

Poi, con la visione dei fiori che sbocciano sulla terra, vive il piacere di convivere con cose quotidiane, ma belle.

Così ricomincia a uscire e a vivere con gli altri. Ad accettare il nutrimento esterno e a vedere quante forme diverse esistono intorno a lei. È questo il momento catartico in cui non si percepiscono più le diversità tra sé stessi e l’estraneità del mondo esteriore, prima caratterizzato dalla ‘deiezione’ o ‘dall’‘essere gettati nel mondo’ in senso heideggeriano.

Come narra l’autrice: “Questa era la stabilità, queste le radici. Trovare la calma nell’occhio del ciclone”.

 

 

Susi Ferrarello insegna Filosofia presso California State University (USA) e Lucerne University (Switzerland). Ha ottenuto il suo dottorato in Filosofia alla Sorbona (Francia) e da allora la sua attività accademica l’ha portata a presentare il suo lavoro in Europa, in Giappone, e nelle due Americhe. Ha pubblicato monografie di Filosofia per Bloomsbury e Routledge, e narrativa per Giraldi Editore ed Europa edizioni. Scrive per “Psychology today” e oltre ad insegnare e scrivere, lavora come counselor filosofico.

Roberto Eleuteri ha tradotto e curato il libro Liber al vel legis (2000), del poeta e occultista britannico Aleister Crowley, Il torchio edizioni. È presente con suoi testi poetici nella antologia Il tridente e la fanciulla (2012), e con il racconto breve Le caverne fuori del tempo nella antologia Sorridi sei a Nettuno (2018), entrambe per FusibiliaLibri. Ha collaborato con Volume edizioni e insegnato materie letterarie negli istituti superiori. Per FusibiliaLibri sta preparando un’edizione delle sue prose alchemiche.